"La bici incarna il mito dell'uomo libero", disse il pittore e scultore Aligi Sassu. Aveva ragione. Quelle catene che stringono Prometeo a farsi divorare il fegato da un'aquila sono della bici, insieme a tutti gli altri componenti, metafora di libertà. A più di 200 annni dalla sua invenzione il velocipede, come ancora viene chiamato nel codice della strada, continua a suscitare interesse, ammirazione, odio. Fa parte della storia del nostro paese, oggi è spesso al centro dell'attenzione per le politiche di mobilità, tuttavia fa parte anche della storia di amicizie, di imprese che inevitabilmente facciamo nostre.