(…) Toccammo le punte di roccia della cima e ci lasciammo cadere nella neve con un sospiro di soddisfazione, ce l’avevamo fatta. Avevamo impiegato otto ore da quando avevamo lasciato il bivacco e combattuto strenuamente contro la fatica e la scarsità dell’ossigeno… Eravamo riusciti a raggiungere la meta che tutti gli alpinisti sognano: la vetta di uno dei giganti dell’Himalaya… Grazie a Dio la salita era finita! La lotta per conquistare un centimetro dopo l’altro era finita!... La fatica e gli sforzi della salita erano stati immensi, è vero, ma questo fu il momento più bello della mia vita… Sulla cima non tirava vento e potemmo godere di una vista eccezionalmente ampia, indimenticabile (...)”