BEATA L'ERBA FRESCA. CAMMINI E STORIE IN GIRO PER L'ITALIA
18,00 €
(18,00 € N.)
Tasse incluse
TitoloBEATA L'ERBA FRESCA. CAMMINI E STORIE IN GIRO PER L'ITALIAAutoreFIORI FABIO EditoreDONZELLICollanaSAGGINEAnno di pubblicazione2026Ean 9788855228435
«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell'estate o nel gelo dell'inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell'autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un'atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora». Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l'Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un'arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all'imprevisto, disponibile all'avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio a Palermo, dove il finocchio borda l'Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e
«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell'estate o nel gelo dell'inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell'autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un'atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora». Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l'Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un'arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all'imprevisto, disponibile all'avventura.
TitoloBEATA L'ERBA FRESCA. CAMMINI E STORIE IN GIRO PER L'ITALIAAutoreFIORI FABIO EditoreDONZELLICollanaSAGGINEAnno di pubblicazione2026Ean 9788855228435
«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell'estate o nel gelo dell'inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell'autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un'atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora». Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l'Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un'arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all'imprevisto, disponibile all'avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio a Palermo, dove il finocchio borda l'Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e