L’acqua scende impetuosa dalle montagne valdostane nelle tante valli che segnano il territorio. Un fluire veloce negli alvei che accolgono lo scioglimento dei ghiacciai fino a confluire nella Dora Baltea, la “grande mamma” della Valle Centrale che va poi ad ingrossare il Po. Ma parte di quest’acqua, storicamente, è stata deviata dall’uomo solcando il territorio con la capillarità dei “ru”. Sei secoli di storia e di lavoro continuo su questi canali che solcano i versanti solatii portando acqua irrigua a una regione che non gode di forti precipitazioni. Una storia di signori, concessioni, partizione di acque, rigidi regolamenti: i ru sono una realtà della Valle d’Aosta, una traccia del passato, accresciuta oggi di un valore escursionistico e ciclistico. I comuni, con il sostegno della Regione, hanno valorizzato gli antichi ru con facili camminate lungo queste opere idrauliche che restituiscono una sensazione di vibrante freschezza. I due autori, con ostinato gusto della ricerca, in questo secondo volume (altri 35 ru) invitano alla passeggiata dolce e rilassante adatta anche ai bambini, per godere del territorio ombroso tra gli 800 e i 1500 metri di quota. Ma non mancano i ru d’altura (5) che si raggiungono con lunghe escursioni per scovare quei corsi più elusivi, dove i nostri passi si intrecciano alla storia, all’alta montagna, a un valore celato sulle remote pietraie.