Settant’anni fa l’idea di attraversare le Alpi con gli sci, d’inverno, in una linea unica e senza alcun aiuto esterno, era visionaria e probabilmente un po’ folle.
Il ritrovamento di alcuni rullini fotografici mai sviluppati di quella spedizione ci ha proiettati in un’epoca fantastica, ci ha permesso di rivivere quello stesso sogno e renderci conto di quanto le idee non abbiano tempo e non abbiano età.
«Bonatti, Longo, Guy, Dematteis e Toniutto attraversano le Alpi in un momento irripetibile, quando la montagna è già abbastanza moderna da poter essere pensata come una linea continua da est a ovest, ma ancora abbastanza antica da costringere chi la percorre a fare i conti con la sua durezza senza mediazioni. Guardano una catena di montagne e non vedono una somma di località, ma un unico respiro da seguire fino in fondo. È questa la parte che resta più viva: non l’eccezionalità del gesto in sé, ma la sua semplicità ostinata. L’idea che le Alpi, percorse per intero con gli sci, possano ancora essere un mondo».